Bio.Arch. Biodiversità e Archeologia

Tavola rotonda in collaborazione con l'Università di Bologna e il Crea

Il progetto “Bio.Arch. 2026 – Biodiversità e Archeologia” è un’attività di ricerca promossa da O.P. Solco Maggiore in collaborazione con il Dipartimento di Storia Culture Civiltà (DiSCi) dell’Università di Bologna, l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e il CREA, sviluppata in continuità con il percorso avviato nel 2024. La ricerca approfondisce il rapporto tra alimentazione, biodiversità e gestione delle risorse vegetali nelle comunità dell’età del Bronzo.

Il progetto nasce con l’obiettivo di ricostruire il ruolo svolto nella dieta antica dalle diverse risorse vegetali, indagando le modalità con cui le comunità preistoriche selezionavano, raccoglievano, coltivavano, trasformavano e consumavano ciò che il territorio metteva a disposizione.

Scopo del progetto è comprendere come la diversificazione delle risorse, la conoscenza dei cicli naturali e l’integrazione tra piante coltivate e spontanee abbiano contribuito alle strategie di sussistenza delle comunità dell’età del Bronzo. Lo studio offre così una prospettiva di lungo periodo sul rapporto tra essere umano, ambiente e risorse, utile a sviluppare una riflessione contemporanea sul valore della biodiversità e sulla gestione consapevole del territorio.

La ricerca adotta un approccio interdisciplinare, integrando lo studio dei macroresti vegetali con l’analisi di pollini e fitoliti, le indagini archeometriche, l’archeobotanica e l’archeologia sperimentale. Dallo scavo stratigrafico alle analisi di laboratorio, le diverse discipline permettono di ricostruire le specie utilizzate, gli ambienti frequentati, le pratiche agricole e le tecniche di preparazione, trasformazione, conservazione e consumo degli alimenti.

“Bio.Arch. 2026 – Biodiversità e Archeologia” rappresenta così un nuovo punto d’incontro tra passato e presente: attraverso la ricerca scientifica, la conoscenza delle comunità protostoriche diventa occasione per riflettere sul valore della biodiversità, delle risorse naturali e del patrimonio alimentare, rafforzando il dialogo tra ricerca, produzione agricola e società.